la sintesi del primo atto "Sos machines de tziu Bachis"

venerdì 18 luglio 2008

Messaggio dell'Associazione Culturale Armonias

L’Associazione Culturale Armonias di Abbasanta comunica a:

Chie gana tènede de faedhàre in sardu, ènzada onnia sàbadu de sas 19,30 e finas a sas 20,30 in “pratza de su carruzu” in Abbasanta

(custos de su ritratu sunis abbasantesos in su 1925 in s'arzola 'e pardu 'e sant'Antoni)
dae sinistra: Ziu Perdu Contene (babbu de Andria, Ninna e Franziscanzelu), in mesu: Ziu Juanni Battista Contene (babbu de Perdu, Peppa, Andria, Mariantonia, Justa e Ninna), a destra: Ziu Juanni Sanna ( iaju de Sebistianu Sanna)
archivio fotografico Antonio Manconi


martedì 15 aprile 2008

comunicato unitre

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(da Abbasanta e la sua gente)
a cura di Costantina Frau


Il nuraghe LOSA

Questo nuraghe prende il nome dal catalano Losa che significa lapide, perché nei dintorni si trovano numerose sepolture del periodo nuragico e punico-romano. La sua costruzione è avvenuta in più tempi, tra la seconda metà del secondo millennio a.C. e il periodo della conquista romana. Secondo alcuni studiosi il nuraghe, collegato ad altri della zona, costituiva un luogo di difesa di un centro abitato molto importante. A circa 500 metri da esso si trovano resti di una fonte sacra dove avvenivano le feste in onore delle divinità dell'acqua. La religione nuragica, infatti, oltre a essere animista (si è già citato il culto delle anime degli antenati), era naturalista, si adorava l'acqua, la fertilità maschile e femminile. Il nuraghe ha una forma trilobata, con tre torri addossate a quella centrale, due a sud e una a nord.
Sono unite tra loro da un rifascio esterno. Le torri laterali potrebbero essere del periodo sardo-punico. In origine il nuraghe misurava circa 20 metri ed era composto da tre piani più la terrazza; oggi invece misura solo 13 metri, e si può ammirare nella sua completezza solo il primo piano e parte del secondo.
Il suo ingresso, molto ampio, è volto verso mezzogiorno ed è sormontato da un architrave.
Il corridoio porta alla camera a tholos, una delle più regolari dei nuraghi della Sardegna. Nella tholos, che presenta nelle pareti tré grandi nicchie, in un determinato giorno (solstizio d'estate) il sole scende perpendicolare nella stanza grazie a un foro posto nella sommità della tholos; ciò a testimonianza del fatto che anche il sole era oggetto di culto per i sardi antichi.
Sulla terrazza c'è un ingresso che porta ad una ripida scala che conduce alla tholos di nord-ovest.
A poca distanza dalle mura si trovano diverse aree sacrificali, usate forse per accogliere il sangue degli animali uccisi nelle cerimonie religiose. Numerose sono le urne cinerarie scavate nella roccia basaltica, destinate a ricevere le ceneri dei morti. In esse si nota un rialzo che doveva servire per tenere incastrato un coperchio di pietra per proteggere le ceneri ed evitarne la dispersione. In alcuni loculi furono trovate delle suppellettili risalenti all'età romana e ora conservate ed esposte nel Museo Nazionale di Cagliari.

mercoledì 7 novembre 2007

Locandina Trotu e Bistrotu n° 1




cliccando sull’immagine si può ingrandire la foto e all’occorrenza stamparla ma dopo averla salvata sul pc.

giovedì 1 novembre 2007

Locandina Trotu e Bistrotu N°2


Come nella precedente foto, cliccando sull’immagine si può ingrandire la foto e all’occorrenza stamparla ma dopo averla salvata sul pc.

venerdì 28 settembre 2007

a San Salvatore di Boroneddu



Il 20 settembre la compagnia teatrale è stata invitata ad esibirsi, durante i festeggiamenti di San Salvatore, a Boroneddu nella piazzetta antistante l’omonima chiesetta campestre, semplice e allo stesso tempo ricca di fascino. Una cornice splendida ai margini del lago Omodeo fra querce secolari, un luogo raccolto e silenzioso dove si respira il tempo passato, come fosse abitato da fauni, naiadi e ninfe. L’edificio è databile intorno alla fine del sedicesimo secolo per la presenza di un portale ancora visibile in uno dei muristenes addossati alla struttura della chiesa..
Lo spettacolo è iniziato alle 22 della sera dopo la recita del Rosario dei novenanti.
La piazzetta si è riempita di spettatori e si potrebbe affermare che tutta Boroneddu fosse lì; circa 200 persone infatti, corrispondenti alla totalità degli abitanti del posto, erano presenti.
La fine della rappresentazione è stata salutata da un lungo applauso e da commenti di approvazione da parte del pubblico, cosa che appaga sempre gli attori, per l’impegno e il coraggio messi.